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Quello che vidi nel bosco – une curation de Flavio Scaloni

Une curation de Flavio Scaloni, Gallery Manager chez Galerie Lo Scalo – Come la montagna e il mare, come il fiume e la grotta, il bosco è un archetipo del nostro immaginario collettivo e un simbolo del nostro inconscio. È per definizione il luogo delle ombre e del mistero, della vita selvatica, segreta, notturna. Nei suoi meandri prendono forma le paure ancestrali e si muovono fantasmi, si agitano forze ignote e forse incontrollabili. Tuttavia, il bosco è anche il luogo che fornisce riparo e possibilità di nascondersi, che protegge offrendo vie di fuga, quindi anche di salvezza, e che rifornisce gli uomini di legname e altri elementi necessari alla sopravvivenza come, per esempio, la selvaggina. Benché in tutti questi casi si tratti quasi sempre di elementi legati al passato e ormai anche alla tradizione, se non proprio alla favola e alle leggende alle quali il bosco ha sempre fatto da scenario d'elezione, esso rimane per noi indissolubilmente legato a questi elementi primigeni, che sono anche motivi iconografici e, in generale, a una sospesa e suggestiva aura d'incanto e di magia. Fauni, fate, elfi, driadi o ninfe degli alberi, naiadi o ninfe di fonti e ruscelli, cervi, lupi, gufi e civette, sono soltanto alcune delle creature nelle quali potremmo imbatterci addentrandoci nel fitto di un bosco e che, senza dubbio, si muovono silenziosi fra le opere.

40 Œuvres

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