Saluti dalla teca – une curation de Flavio Scaloni

Une curation de Flavio Scaloni, Gallery Manager chez Galerie Lo Scalo – Una cassetta di vetro di solito a forma di parallelepipedo e contenente oggetti rari, preziosi o tali, ad ogni modo, da dover essere conservati e protetti, è quella che comunemente chiamiamo teca e che, per abitudine, collochiamo all'interno della sala di un museo. Certamente la teca è un contenitore da esposizione e conservazione ma, a guardare meglio, a guardare meglio, benché la sua principale funzione sia didattica e illustrativa, la portata dei suoi possibili significati secondari e, con essi, del suo implicito valore simbolico, è ampia. Nella sua accezione canonica la teca è assimilabile alla vetrina di un negozio, luogo per definizione deputato alla presentazione e valorizzazione degli articoli in vendita, ma per le intrinseche caratteristiche di trasparenza e massima visibilità e, forse proprio per questo, di chiusura ermetica e inaccessibilità, essa si fa simbolo privilegiato della scatola delle meraviglie e della gabbia invisibile. E non solo. La teca è ontologicamente un elemento ambiguo perché, essendo la sua struttura vitrea e riflettente più o meno come uno specchio, si presta in maniera naturale a generare immagini apparenti, doppie, cangianti e pertanto incerte ed evanescenti.

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