Una curatela di Flavio Scaloni, Gallery Manager presso Galerie Lo Scalo – Il blu in città funge da lente cromatica per esplorare la dualità dell'esistenza urbana, simboleggiando sia l'infinito cielo che la malinconia dell'isolamento metropolitano. Psicologicamente, il blu evoca la sensazione dell'"ora blu", una transizione tra il giorno e la notte in cui la città diventa uno spazio di quieta contemplazione e di energia elettrica. Dal 1950, gli artisti hanno utilizzato questa tonalità per catturare il bagliore artificiale e la profondità architettonica della vita moderna. L'influenza di Yves Klein sul potere del pigmento puro ha aperto la strada a opere come "Notte blu" (1951) di Paul Klee, mentre in seguito artisti come Richard Estes hanno utilizzato riflessi blu in capolavori iperrealistici come "Cabine telefoniche" (1967). In fotografia, il celebre Saul Leiter ha utilizzato blu tenui e pittorici per ridefinire lo sguardo urbano nelle sue iconiche scene di strada, in particolare in "Canopy" (1958). Questa selezione esplora come gli artisti contemporanei continuino a utilizzare il blu per mappare la geografia emotiva e fisica della città.
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