Una curatela di Rose Boutboul, Independent Curator presso – Rapiécé riunisce opere che esplorano la bellezza di ciò che viene ricomposto, riparato e ricostruito. Tra frammenti, tracce e rielaborazioni, ogni opera si interroga su ciò che rimane dopo la rottura. La sedia di Paul Gross, scomposta e poi riassemblata in un'immagine, diventa metafora della memoria materiale. Le forme geometriche di Aykaz Arzumanyan e le piastrelle di Arco Bruinenberg richiamano l'arte del patchwork, dove ogni frammento trova il suo posto in un nuovo insieme. Nelle opere di Rachele De Dominicis e Denis Leclerc, il colore si screpola e si sovrappone, come un'emozione che cerca di aggrapparsi. Silvia Strobos e Gilles Arnould evocano la ricostruzione umana: il coraggio di connettersi, di creare nonostante il rischio. Infine, Geraldine Haas e Rika Maja Duevel infondono nuova vita alla sensibilità, fondendo digitale, pittura e collage.
Rapiécé parla di persistenza, della bellezza che nasce dai difetti, dai frammenti e dal gesto che li riunisce.
9 Opere
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