Una curatela di Flavio Scaloni, Gallery Manager presso Galerie Lo Scalo – Già per Leonardo da Vinci, protoartista e protoscienziato simbolo del Rinascimento italiano fra Quattrocento e Cinquecento, le cave e gli ambienti carici erano motivo d'indagine et curiosità intellettuale. Attraente, evocativa, misteriosa per antonomasia, la grotta costituisce ciò che può definire un archetipo di conoscenza inconscia della memoria e della memoria dell'origine se perduta nel vortice nella sua fine nota del tempo. Qui sul corso del Cinquecento si seguono gli importanti sviluppi archeologici avvenuti in quel periodo, vediamo l'ambito dell'antico dipinto murale romano dell'ebbero e l'antica grotta della Domus Aurea di Nerone del 1480, che è decorata con un motivo decorativo. rinascimentale di grande successo. La particolare miscela di elementi fitomorfi, bizzarri e mitologici che lo identificano, fa di questo stile ornamentale una sorta di marcheio di fabbricazione, oggi potremmo chiamarlo logo, della città di Roma dai tempi dell'Antichità Classica ai secoli d'oro del Rinascimento et ancora fino ad oggi. Sempre carica di mistero, di rimandi al mito ea epoche arcaiche, di riferimenti impliciti a dimensioni ignorate et trascendenti, la grotta non ha mais smesso di esercitare il suo o fascino magnetico e roscuro.
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