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Dettagli dell'opera
- Tecnica : Acrilico su Tela
- Finizioni : Opera su telaio. Incorniciatura su richiesta.
- Dimensioni : 27,6x19,7in
Su quest'opera
Ade-Plutone È il custode del IV Cerchio infernale (avari e prodighi), rappresentato da Dante all'inizio del Canto VII dell'Inferno.
L'identificazione è problematica, dal momento che potrebbe essere Pluto, dio greco delle ricchezze (figlio di Iasione e Demetra),
oppure Plutone, dio classico degli Inferi e sposo di Proserpina.
Dante gli fa pronunciare parole apparentemente incomprensibili (VII, 1), che forse sono una bizzarra invocazione a Satana-Lucifero;…
Virgilio lo chiama maladetto lupo, anche se non è chiaro se il demone abbia effettivamente sembianze animalesche, né per quali ragioni Dante lo abbia trasformato in questo modo (né Pluto né Plutone erano descritti come lupi nel mito classico)...
L'opera è realizzata, come le altre della serie, su tela gr.380 montata su telaio sp.1,6 cm.
L'identificazione è problematica, dal momento che potrebbe essere Pluto, dio greco delle ricchezze (figlio di Iasione e Demetra),
oppure Plutone, dio classico degli Inferi e sposo di Proserpina.
Dante gli fa pronunciare parole apparentemente incomprensibili (VII, 1), che forse sono una bizzarra invocazione a Satana-Lucifero;…
Virgilio lo chiama maladetto lupo, anche se non è chiaro se il demone abbia effettivamente sembianze animalesche, né per quali ragioni Dante lo abbia trasformato in questo modo (né Pluto né Plutone erano descritti come lupi nel mito classico)...
L'opera è realizzata, come le altre della serie, su tela gr.380 montata su telaio sp.1,6 cm.
Antonio De Nardis
Italia
Credenziali
- Artista esperto
- Risonanza nella stampa
- Lavora su commissione
« Tutto è degno di attenzione, tutto è "sacro", come il respiro, il silenzio, ma anche le grida del dolore umano. »
Antonio De Nardis è un pittore e disegnatore con sede in Italia le cui opere sono state esposte in numerose mostre personali e collettive a livello nazionale. Descrive l'unico tema centrale segnato nelle sue opere come la "realtà delle cose", filtrata e plasmata dalla verità, nonché la realtà degli innumerevoli stati di coscienza e sensazioni. In sostanza, le audaci composizioni di De Nardis ritraggono la realtà come non appare.