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"A Plate of Ham" è un'opera disseminata di termini in Polari, la lingua perduta degli uomini gay. Questo gergo raggiunse l'apice della popolarità a Londra (Regno Unito) negli anni '50 e '60, quando scoppiò un pogrom anti-gay in seguito allo scandalo di spionaggio Burgess/MacLean che scosse la nazione. Il Polari era sia un'arma che uno scudo. Era uno scudo per la sua incomprensione, che permetteva ai parlanti la libertà di aprirsi l'uno con l'altro… evitando (con un po' di fortuna) l'arresto; ed era un'arma per la sua pura aggressività. Le parole qui usate descrivono varie parti anatomiche e attività intime, mentre il titolo dell'opera - "Plate of Ham" - è tratto dal gergo in rima per descrivere un'attività che inizia con "f" e finisce con "late"...
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Bruce Eves ha ricevuto il Governor-General's Award per i risultati eccezionali nelle arti visive e multimediali nel 2018 ed è stato il soggetto del lungometraggio documentario di Peter Dudar "Bruce Eves in Polari", presentato in anteprima al The Power Plant. Eves si è classificato al 26° posto nella lista Alt-Power100 stilata da ArtLyst (Regno Unito). In passato è stato assistente direttore della programmazione presso il Centre for Experimental Art and Communication (CEAC) alla fine degli anni '70; e per tutti gli anni '80 è stato co-fondatore e archivista capo dell'International Gay History Archive (ora ospitato nella divisione Rare Book and Manuscript della New York Public Library). Eves continua a dedicarsi attivamente all'esposizione e alla curatela di opere d'avanguardia e, negli ultimi anni, ha ampliato ulteriormente il suo lavoro, includendo progetti di spoken word eseguiti mensilmente alle Dirty Queer Poetry Nights del bar Black Eagle. Eves vive e lavora a Toronto ed è in cerca di rappresentanza. Il suo CV può essere consultato su www.bruceeves.net
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