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In Pigs, la figura animale diventa una lente attraverso cui osservare il rapporto tra desiderio, consumo e potere. Il maiale, simbolo antico di eccesso e voracità, appare qui come una presenza ambigua: familiare e allo stesso tempo perturbante.
L’opera suggerisce come la logica del consumo possa attraversare ogni livello della vita contemporanea, trasformando corpi, desideri e relazioni in qualcosa da usare e consumare. L’immagine non offre una… risposta, ma lascia emergere una domanda inquieta su chi osserva e chi viene osservato, su chi consuma e chi finisce per essere consumato.
Come nelle altre opere della serie Haeretica, un QR code accompagna il lavoro e attiva una chatbot basata su intelligenza artificiale con cui lo spettatore può dialogare. Le interpretazioni raccolte durante le mostre e negli incontri con il pubblico vengono registrate, trasformando l’opera in un archivio vivo di significati.
Federica Rodella utilizza collage, intelligenza artificiale e post-produzione digitale, partendo da una formazione in filosofia e scrittura creativa per il cinema. Sperimenta un linguaggio ibrido, stratificando frammenti visivi e lasciando spazio al caso generato dalle macchine; il suo stile onirico e simbolico mette in discussione il controllo sull’immagine. Le sue opere trasmettono inquietudine produttiva, ponendo interrogativi su identità, potere e umanità nell'era delle immagini automatiche, mantenendo sempre viva la domanda piuttosto che offrire risposte definitive.