Un campo verde, denso di pennellate materiche, si apre sotto un cielo cupo. Alla base, una fila di figure stilizzate e compatte, senza identità individuale, appare quasi schiacciata dalla vastità del paesaggio che incombe. La ripetizione dei corpi, raccolti e incasellati, trasmette il senso di un’umanità uniforme, fragile e vulnerabile, posta di fronte alla potenza della natura e all’inesorabile scorrere del tempo.