Questo lavoro nasce da una stratificazione continua, senza un’immagine prevista. Intervengo, coprendo e riaprendo la superficie, lasciando che alcune tracce resistano e altre scompaiano. Mi interessa ciò che rimane dopo il gesto, non il gesto in sé. L’oro affiora come parte della materia, non come segno dichiarato. L’opera si ferma in un punto di equilibrio provvisorio, quando ulteriori azioni non aggiungerebbero senso.