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Il bosco è la soglia: luogo iniziatico, “materia prima” dove ci si perde per ritrovarsi. incisa su rame metallo di Venere, conduzione, magnetismo, unione. In calcografia l’immagine nasce per sottrazione (incavo) e si rivela in specchio: qui l’opposto non è un nemico, è la condizione stessa della visione. Il negativo diventa positivo, il profondo diventa superficie: Il lago è l’inconscio, lo specchio che non restituisce solo forme ma verità. Il Trampoliere… e le sue lunghe leve attraversano il confine tra mondo visibile e invisibile, come un iniziato che non rifiuta il buio: lo attraversa. La verticalità qui non è fuga, è congiunzione—tenere insieme cielo e abisso, luce e ombra, forma e riflesso.
In questo senso, l’opera parla di un’unica cosa: la trasformazione. Non la vittoria della luce sul nero, ma la loro alleanza. Il Trampoliere nasce come immagine speculare e come rito degli opposti. Incisa in punta secca e acquatinta su rame, l’opera mette in scena un paesaggio iniziatico
Pasquale Scognamiglio è un artista napoletano la cui ricerca si muove tra pittura, incisione e sperimentazione visiva. Formatosi all’Accademia di Belle Arti di Napoli, sviluppa un linguaggio poetico e simbolico attraverso tecniche miste, acquerello, velature e stratificazioni su carta e materiali antichi. Le sue opere intrecciano mito, spiritualità, memoria e identità partenopea, in composizioni sospese tra sacro e profano. Il segno, la materia e la trasparenza diventano strumenti di evocazione, capaci di trasformare l’immagine in uno spazio intimo di visione e contemplazione.