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Dimensioni :
51,2x35,4 in
Su quest'opera
In questa rivisitazione pittorica, Eva Kant si afferma come figura simbolica del riscatto femminile. Il volto isolato e frontale, non è semplice ritratto ma superficie concettuale: un'icona che sfida i codici narrativi del fumetto per farsi immagine autonoma. Lo sguardo, vigile e imperturbabile, non seduce ma interroga affermando una presenza consapevole. L'estetica che richiama il linguaggio pop degli anni '60, è recuperata con intenzione critica:… la forma piatta,il colore netto, la stilizzazione estrema diventano strumenti di emancipazione visiva. Non più solo complice, Eva è soggetto pensante, protagonista di una riflessione sull'identità e sul potere dell'immagine.
Ormai consacrata a simulacro contemporaneo lucido e politico
Mi chiamo Reginaldo Albanese, in arte errealbanese. La mia ricerca artistica indaga il rapporto tra sacro, identità e immagine nell’era in cui il volto non rappresenta più l’individuo, ma il mito collettivo. Utilizzo il digitale come linguaggio rivelatore: ogni opera non descrive la realtà, ma la frattura che la genera. Lavoro in edizione unica su metallo Dibond con finitura in plexiglass museale, e in alcuni casi su tavola con intervento acrilico. Le mie principali serie – Traghettamenti, Ritratti Impossibili, In Principio C’era il Corpo, Bang Fumetti d’Autore, Frammenti Sacri, Sovranità e Maschere – esplorano il volto come icona, non come identità. Espongo su Singulart con collezionisti in Europa, America e Asia. Sono stato selezionato per 100 Artisti d’Italia 2025 e premiato come Artista del Regno Unito – Top 10 London, con pubblicazione su L’Espresso. Credo che l’arte non riproduca il mondo: lo mette in discussione e lo rifonda.