Ho cercato di rappresentare la dualità della bellezza e del caos, mescolando acrilico e pasta modellante, assieme a pigmento rosso, bitume giudaico e polvere di oro zecchino. La texture ruvida e gli squarci luminosi invitano a riflettere sulla resilienza e la trasformazione, forza e contemplazione.
[Sono labili o definiti i confini di chi li guarda, li sente, li vive e li vede?!??]