Una curatela di Flavio Scaloni, Gallery Manager presso Galerie Lo Scalo – I blue jeans sono il simbolo per eccellenza della democratizzazione, della ribellione giovanile e della resistenza utilitaristica. Originariamente concepito come indumento da lavoro resistente, il denim si è evoluto in una sorta di pelle architettonica che porta il peso psicologico della storia individuale, conservando le pieghe e lo sbiadimento delle vite vissute al suo interno. Nella storia dell'arte, in particolare dal 1950 in poi, questo materiale è passato da uniforme subculturale a mezzo espressivo di alto livello. Artisti contemporanei come Ian Berry hanno istituzionalizzato il tessuto, utilizzando tessuti di scarto in collage complessi come Secret Garden (2017) per catturare la malinconia della vita urbana moderna. I pionieri della pop art e dell'arte concettuale hanno a lungo considerato il denim un'icona della cultura di strada e dell'identità globalizzata. In fotografia, il celebre Bruce Davidson ha immortalato l'anima ribelle del tessuto nella sua serie fondamentale Brooklyn Gang (1959), dove giacche e jeans definivano la coolness esistenziale della gioventù di metà secolo. Questa selezione esplora come i creatori contemporanei continuino a utilizzare l'indaco come una tela grezza e tattile.
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