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Altre opere di Anna Riabchevskaia
Dettagli dell'opera
- Tecnica : Olio, Collage su Tela
- Finizioni : Opera su telaio. Pronta per essere appesa. Incorniciatura su richiesta.
- Dimensioni : 47,2x39,4in
Su quest'opera
In quest'opera, ho riversato emozioni pure negli strati materici di olio e collage, catturando il complesso legame tra due anime. Le forme semi-astratte abbracciano l'espressionismo per rivelare intimità, tensione e silenziosa comprensione allo stesso tempo. Volevo che quest'opera d'arte infondesse vitalità nello spazio, evocando un'energia incessante e una connessione sincera che persiste a lungo anche dopo aver distolto lo sguardo. È una celebrazione…
di una vicinanza che appare fragile e duratura al tempo stesso.
Anna Riabchevskaia
Russia
Credenziali
- Incluso nelle curatele delle gallerie
- Lavora su commissione
Anna Ryabchevskaya — Originaria della Russia, vivo e lavoro in Ungheria, dove esploro i legami tra natura, memoria e origini familiari attraverso la pittura a olio e il collage. La mia pratica trasforma ciò che è scartato e trascurato in composizioni che evocano sia rottura che rinnovamento.
"Family Chat" è una serie di ritratti e collage che intrecciano molteplici fili temporali in un unico tessuto narrativo. I ricordi d'infanzia riaffiorano come impressioni labili ma tangibili: fantasmi di intimità che aleggiano tra presenza e assenza.
Lavoro con pizzo, cartone, sacchetti di carta e ritagli di riviste per evocare la collisione tra il banale e l'eterno. Ogni collage emerge dalla tensione della disunione: il bordo strappato diventa una ferita, un passaggio da uno stato dell'essere a un altro. Frammenti di materiale scartato trovano nuova vita: come tenerezza, perdita e amore.
Come la vita stessa, queste opere incarnano la complessa semplicità di un'improbabile unità.
"Family Chat" è una serie di ritratti e collage che intrecciano molteplici fili temporali in un unico tessuto narrativo. I ricordi d'infanzia riaffiorano come impressioni labili ma tangibili: fantasmi di intimità che aleggiano tra presenza e assenza.
Lavoro con pizzo, cartone, sacchetti di carta e ritagli di riviste per evocare la collisione tra il banale e l'eterno. Ogni collage emerge dalla tensione della disunione: il bordo strappato diventa una ferita, un passaggio da uno stato dell'essere a un altro. Frammenti di materiale scartato trovano nuova vita: come tenerezza, perdita e amore.
Come la vita stessa, queste opere incarnano la complessa semplicità di un'improbabile unità.