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Dettagli dell'opera
- Tecnica : Acrilico, Olio su Tela
- Finizioni : Opera su telaio. Pronta per essere appesa. Incorniciatura su richiesta.
- Dimensioni : 27,6x31,5in
Su quest'opera
Da una serie di opere ispirate a foto in bianco e nero degli anni '50 dell'isola mineraria di Hashima in Giappone, il luogo più densamente popolato e inquinato all'epoca in cui l'isola e i suoi abitanti venivano sfruttati per conto della Toyota.
Questo paesaggio rispecchia il mio scopo, ovvero quello di un mondo in cui l'uomo non è riuscito ad adattarsi ed è sull'orlo della propria fine, come potrebbe accadere se l'ipotesi "Gaia" di James Lovelock… si rivelasse vera. In questa teoria la Terra è un organismo capace di autoregolarsi. Se uno dei suoi elementi non funziona correttamente, viene eliminato dal sistema che continuerà a funzionare anche senza di esso. Nei miei dipinti in generale, e in questa serie in particolare, il mondo ha deciso di continuare a vivere senza l'uomo. Quelli che restano vagano qua e là tra le loro rovine, in un mondo che è diventato loro estraneo e che andrà meglio senza di loro. L'universo senza l'uomo.
Questo paesaggio rispecchia il mio scopo, ovvero quello di un mondo in cui l'uomo non è riuscito ad adattarsi ed è sull'orlo della propria fine, come potrebbe accadere se l'ipotesi "Gaia" di James Lovelock… si rivelasse vera. In questa teoria la Terra è un organismo capace di autoregolarsi. Se uno dei suoi elementi non funziona correttamente, viene eliminato dal sistema che continuerà a funzionare anche senza di esso. Nei miei dipinti in generale, e in questa serie in particolare, il mondo ha deciso di continuare a vivere senza l'uomo. Quelli che restano vagano qua e là tra le loro rovine, in un mondo che è diventato loro estraneo e che andrà meglio senza di loro. L'universo senza l'uomo.
Caroline Ledoux
Belgio
Caroline Ledoux, pittrice figurativa, utilizza olio, acrilico e matita su tela, legno o pannello. Mescola abilmente questi mezzi e usa i colori per creare profondità e poesia. Il suo lavoro mette in luce la non ovvietà della presenza umana, utilizzando l'ansia come tema centrale. Si prova una sensazione strana, dolce ma inquietante, un'emozione sfumata e toccante.