Il giallo si apre come campo di luce, diretto, rivelatore.
È il colore della soglia visibile, di ciò che emerge senza potersi nascondere.
Ma questa luminosità non è pacifica.
Al centro, la materia interrompe la continuità, introduce una frattura che il colore non riesce a contenere.
Il giallo non illumina per chiarire, ma per esporre.
Porta alla superficie ciò che resta instabile, irrisolto.
È una soglia che non protegge,
ma costringe a vedere.