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Dettagli dell'opera
- Tecnica : Acrilico, Graffiti su Tela
- Finizioni : Opera su telaio. Pronta per essere appesa. Incorniciatura su richiesta.
- Dimensioni : 34,3x55,1in
Su quest'opera
Non si tratta semplicemente di un confronto estetico tra un occhio e una telecamera di sicurezza, ma di una riflessione sul potere dello sguardo e sulla natura stessa del vedere.
L’occhio umano è presenza, coscienza, vulnerabilità. È uno sguardo che interpreta e ama. È vivo.
L’occhio artificiale della telecamera, invece, è uno sguardo senza coscienza.… Non prova empatia.
La tensione visiva nasce proprio da questo contrasto e nel punto d’incontro tra i due si crea un cortocircuito.
Chi osserva chi? La tecnologia è solo uno strumento?
L’opera non vuole offrire una risposta definitiva, ma sospendere lo spettatore in questo spazio di ambiguità. La potenza dello sguardo umano si confronta con la freddezza dell’occhio meccanico, e nella loro opposizione emerge una domanda contemporanea: cosa significa vedere — e soprattutto — cosa significa essere visti?
d-Egon Zuodar
Italia
Credenziali
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