Dettagli dell'opera
- Tecnica : Plastica, Lattice Con piedistallo
- Dimensioni : Lunghezza: 5,9in, Altezza: 13in, Profondità: 5,9in
Su quest'opera
In questa opera, come nelle altre di questa serie, cerco di stimolare nell'osservatore emozioni primordiali che legano l'essere umano alla nuda materia. L'uomo, per esigenze legate alla sopravvivenza, per millenni si è confrontato con la materia che compone il mondo a lui circostante e l'ha modificata, io propongo a me stesso di confrontarmi con questa materia e modificarla per esigenze contemplative e di linguaggio. In questa opera specifica ho…
usato un supporto creato con plastica di recupero coprendola con un polimero elastico e modellandola usando spatole varie, confrontandomi con la consistenza del materiale stesso e instaurando con esso un dialogo trasformativo. La texture di quest'opera è unica, di consistenza gommosa, e richiama, attraverso le colature del materiale, la trasformazione e la transitorietà attraverso la legge di gravità.
Dario Marcozzi
Italia
Credenziali
- Artista locale
- Incluso nelle curatele delle gallerie
- Lavora su commissione
Dario Marcozzi è un artista romano che ha trasformato una sfida percettiva in una forza creativa. Formatosi presso la storica Scuola d'Arte San Giacomo, ha mosso i primi passi nel mondo dell’arte come scultore, scolpendo forme che parlano al tatto e alla vista. Con il tempo, ha ampliato il suo linguaggio espressivo abbracciando anche la pittura, dando vita a opere che oscillano tra l’astratto e il figurativo, sempre in bilico tra materia e intuizione.
La sua ricerca artistica è alimentata da una sperimentazione continua. Ma ciò che rende il suo percorso davvero unico è il daltonismo. La sua percezione alterata dei colori non è un limite, ma una lente alternativa. Le sue opere non cercano di imitare la realtà cromatica, ma di reinventarla. Il colore, per lui, è emozione pura, non classificazione.
La sua ricerca artistica è alimentata da una sperimentazione continua. Ma ciò che rende il suo percorso davvero unico è il daltonismo. La sua percezione alterata dei colori non è un limite, ma una lente alternativa. Le sue opere non cercano di imitare la realtà cromatica, ma di reinventarla. Il colore, per lui, è emozione pura, non classificazione.