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Dettagli dell'opera
- Tecnica : Olio, Vernice spray su Tela
- Finizioni : Opera su telaio. Pronta per essere appesa. Incorniciatura su richiesta.
- Dimensioni : 15,7x10,6in
Su quest'opera
Nel cuore del mio processo pittorico, che si costruisce per sottrazione, rilascio e trasformazione, il segno non è mai diretto ma trasferito: emerge da getti di colore realizzati su carta e poi impressi sulla tela, come una memoria filtrata.
I 'Calchi', come corpi residuali e matrici vive, sono il lavoro centrale e concluso, ma anche principio di successive sintesi: la massa originaria si elabora, si distilla, si disgrega.
Su questo piano si innesta… un richiamo urbano, un’eco di superfici metropolitane consumate, di muri attraversati da stratificazioni di graffiti, scritte cancellate, affissioni lacerate. La dimensione “underground” agisce come sfondo invisibile: il linguaggio pittorico dialoga con la memoria della strada, con il residuo post-vandalico che, pur nella sua effimera illegalità, diventa segno permanente. L’opera si colloca così in uno spazio intermedio, tra pittura e rovina urbana, tra atto creativo e gesto anonimo, tra memoria individuale e traccia collettiva.
I 'Calchi', come corpi residuali e matrici vive, sono il lavoro centrale e concluso, ma anche principio di successive sintesi: la massa originaria si elabora, si distilla, si disgrega.
Su questo piano si innesta… un richiamo urbano, un’eco di superfici metropolitane consumate, di muri attraversati da stratificazioni di graffiti, scritte cancellate, affissioni lacerate. La dimensione “underground” agisce come sfondo invisibile: il linguaggio pittorico dialoga con la memoria della strada, con il residuo post-vandalico che, pur nella sua effimera illegalità, diventa segno permanente. L’opera si colloca così in uno spazio intermedio, tra pittura e rovina urbana, tra atto creativo e gesto anonimo, tra memoria individuale e traccia collettiva.
Isaia Antonaci
Italia
Credenziali
- Lavora su commissione
Isaia Antonaci, pittore e artista visivo nato a Sesto San Giovanni e formatosi all’Accademia di Brera, intreccia pittura, gesto e arti marziali in un linguaggio profondamente influenzato dall’estetica urbana e da esperienze internazionali. Alterna tecniche a stampo, calchi e sottrazione: materia stratificata genera frammenti, mentre incisioni e abrasioni creano superfici attraversate da segni impercettibili. Le sue opere comunicano equilibrio tra pieno e vuoto, invitando lo spettatore a una riflessione interiore su tempo, identità e la fragilità dell’esperienza umana.