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Dettagli dell'opera
- Tecnica : Acrilico su Tela
- Finizioni : Opera su telaio. Pronta per essere appesa. Incorniciatura su richiesta.
- Dimensioni : 27,6x19,7in
Su quest'opera
Per consentire al colore, al movimento e alle sensazioni di fluire senza pensieri, senza obiettivi.
Adoro quel momento in cui un'opera d'arte prende semplicemente forma, senza che io desideri nulla.
Quando il colore si sovrappone al colore e all'improvviso diventa percepibile un ritmo che scorre da solo.
Il verde intenso irrompe dalla superficie come un impulso, mentre il rosa, il… giallo e l'arancione brillano, si sfregano l'uno contro l'altro e poi si dissolvono di nuovo.
Non c'è nulla di calcolato in questo, ed è proprio questo che gli conferisce la sua potenza.
"Innocente": suona così meravigliosamente antiquato e allo stesso tempo così vero.
Per me significa: senza malizia, senza intenzione, senza coercizione.
Uno stato che tolleriamo troppo raramente nella vita.
UNBEDARFT fa parte della serie IM:PULS, la mia serie di opere sull'energia, il movimento e il momento in cui il potere creativo nasce dalla tensione interiore. Originale, firmato a mano, con certificato.
Karin Doering
Germania
Credenziali
- Visibilità internazionale
- Ha preso parte a una fiera d'arte
- Prizewinner
- Risonanza nella stampa
- Partecipante a mostre individuali
- Incluso nelle curatele delle gallerie
- Lavora su commissione
« Più siamo curiosi, più diventiamo creativi »
Non intendo la pittura come una rappresentazione, ma come uno spazio di movimento interiore. Come un luogo in cui ciò che non può essere catturato diventa visibile.
Lavoro in serie che si sviluppano organicamente durante il processo, non a partire da concetti preesistenti. Il materiale gioca un ruolo centrale: acrilico, texture, foglia d'oro, platino e tecniche miste non sono meri elementi decorativi, ma portatori di significato.
Nascondersi non è una ritirata. È un atto deliberato. Crea distanza, protezione e un nuovo modo di leggere.
Volti e corpi non appaiono come superfici di identificazione, ma piuttosto come spazi di proiezione. Intendo l'identità non come uno stato, ma come un processo, caratterizzato dalla tensione tra visibilità e ritiro.