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Altre opere di Lauriane Itoua (Lylo)
Dettagli dell'opera
- Tecnica : Acrilico su Tela
- Finizioni : Opera su telaio. Pronta per essere appesa. Incorniciatura su richiesta.
- Dimensioni : 47,2x31,9in
Su quest'opera
Sullo sfondo di un deserto arido e ostile, un uomo africano tiene vicino a sé un bambino, il volto segnato da profonda preoccupazione. Con la testa inclinata verso il bambino, sembra cercare rifugio nella sua fragilità, come se la sua protezione fosse l'unica cosa che contava ancora. La sua mano, legata da una corda invisibile, simboleggia l'impotenza di fronte alla situazione che li costringe all'esilio. Il lavoro ci immerge nella straziante realtà…
dei rifugiati, costretti a fuggire dalle proprie case per sfuggire alla guerra, alle persecuzioni o alla povertà. I colori sapientemente scelti rafforzano il toccante messaggio dell'artista. Il nero, colore del lutto e della perdita, contrasta con il bianco immacolato degli abiti del bambino, simbolo di speranza e innocenza. Il blu scuro metallizzato qui evoca la profondità del suo dolore e la determinazione che lo spinge.
Il deserto, una vasta distesa di sabbia ocra, rappresenta l'immensità dell'ignoto e dei pericoli che attendono l'uomo.
Il deserto, una vasta distesa di sabbia ocra, rappresenta l'immensità dell'ignoto e dei pericoli che attendono l'uomo.
Lauriane Itoua (Lylo)
Francia
Credenziali
- Incluso nelle curatele delle gallerie
- Lavora su commissione
Lylo è una pittrice autodidatta nata nel 1986 a San Pietroburgo, di origini congolesi e bulgare. È cresciuta in Francia, dove ha costruito il suo linguaggio pittorico da sola, partendo da un solo anno alla scuola Bellecour e perfezionandolo poi con la pratica, l'osservazione e la perseveranza.
I suoi soggetti sono estranei, archetipi: l'angelo, il padre con il figlio, la donna in metropolitana, l'uomo che alza lo sguardo. Figure che tutti hanno già incrociato senza mai guardarle veramente. Lylo le osserva.
La sua tecnica è invertita: dipinge la luce anziché le ombre, lavorando il bianco sul nero per far emergere i volti. La figura nera non è per lei un soggetto politico, bensì qualcosa di più antico, più interiore. Una presenza mistica che ricerca in ogni tela, in un punto d'incontro tra le sue diverse eredità culturali.
I suoi soggetti sono estranei, archetipi: l'angelo, il padre con il figlio, la donna in metropolitana, l'uomo che alza lo sguardo. Figure che tutti hanno già incrociato senza mai guardarle veramente. Lylo le osserva.
La sua tecnica è invertita: dipinge la luce anziché le ombre, lavorando il bianco sul nero per far emergere i volti. La figura nera non è per lei un soggetto politico, bensì qualcosa di più antico, più interiore. Una presenza mistica che ricerca in ogni tela, in un punto d'incontro tra le sue diverse eredità culturali.