Dettagli dell'opera
- Tecnica : Terracotta Con piedistallo
- Dimensioni : Lunghezza: 7,5in, Altezza: 20,9in, Profondità: 7,5in
Su quest'opera
Questa scultura di León Ferrero è un ritratto onirico della poetessa Emily Dickinson, che apre una ricca vena interpretativa. Se l'opera evoca già un'atmosfera di introspezione e malinconia, il legame con la sua figura, nota per la sua vita appartata, la sua poesia profondamente personale e spesso enigmatica, e il suo ricco e complesso universo interiore, aggiunge nuovi significati. La qualità "onirica" del ritratto si manifesta nella sua stilizzazione…
e semplificazione, e la scelta della terracotta, con il suo calore terroso e la sua texture evocativa, cattura un'essenza, un'atmosfera, un'eco del mondo interiore della poetessa. L'allungamento del collo e la disposizione dei piani facciali assumono una nuova dimensione. Suggeriscono un pensiero elevato, una profonda introspezione, o persino una certa fragilità e isolamento – caratteristiche spesso associate alla poetessa. La semplificazione formale, che sconfina nel regno dell'astrazione, si allinea alla natura concisa ed essenziale della poetessa.
Leon Ferrero
Spagna
Credenziali
- Lavora su commissione
Il mio lavoro è il risultato di un processo dirompente, sovversivo ed eclettico, senza alcuna pretesa di stile identitario, ma piuttosto il frutto di un processo creativo insaziabile, istintivo e scurrile.
Con le mie sculture cerco di contribuire, partendo dalla mia piccolezza, a svelare la rete globale che tiene l'umanità prigioniera della crudeltà e dell'ingiustizia, mostrando la realtà che mi ispira ma non copiata bensì modificata, torturata o inventata, sognata, idealizzata o schiacciata, cercando di commuovere lo spettatore.
Ciò che cerco di fare con le mie opere è testimoniare il presente, questo presente spietato, reazionario, sessista, crudele, distruttivo e ingiusto.
Con le mie sculture cerco di contribuire, partendo dalla mia piccolezza, a svelare la rete globale che tiene l'umanità prigioniera della crudeltà e dell'ingiustizia, mostrando la realtà che mi ispira ma non copiata bensì modificata, torturata o inventata, sognata, idealizzata o schiacciata, cercando di commuovere lo spettatore.
Ciò che cerco di fare con le mie opere è testimoniare il presente, questo presente spietato, reazionario, sessista, crudele, distruttivo e ingiusto.