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Altre opere di Maikel Sotomayor
Dettagli dell'opera
- Tecnica : Acrilico su Tela
- Finizioni : Opera su telaio. Pronta per essere appesa. Incorniciatura su richiesta.
- Dimensioni : 19,7x15,7in
Su quest'opera
Il termine "trapiche" deriva dall'immagine del mulino tradizionale, azionato dalla forza animale o umana, utilizzato per estrarre il succo della canna da zucchero, o guarapo. Questo macchinario è a sua volta associato alla schiavitù, principalmente di popolazioni africane, che ebbe luogo nei territori latinoamericani e caraibici durante i secoli della colonizzazione. A Cuba, ad esempio, il trapiche fu introdotto nel XVI secolo.
Quest'opera presenta… un paradosso: due figure nere o meticce sono a riposo, con le spalle rivolte a un campo di canna da zucchero. L'artista intendeva perpetuare questo senso di quiete in un contesto in cui gli schiavi, privati delle loro case, erano costretti a lavorare in condizioni disumane.
“Trapiche” è un atteggiamento decoloniale dell’artista, un omaggio alla resistenza culturale che ci hanno lasciato in eredità i nostri antenati africani.
Quest'opera presenta… un paradosso: due figure nere o meticce sono a riposo, con le spalle rivolte a un campo di canna da zucchero. L'artista intendeva perpetuare questo senso di quiete in un contesto in cui gli schiavi, privati delle loro case, erano costretti a lavorare in condizioni disumane.
“Trapiche” è un atteggiamento decoloniale dell’artista, un omaggio alla resistenza culturale che ci hanno lasciato in eredità i nostri antenati africani.
Maikel Sotomayor
Cuba
Credenziali
- Lavora su commissione
Maikel Sotomayor è un artista visivo il cui lavoro esplora il paesaggio
come territorio simbolico, culturale ed emozionale. Il suo lavoro trasforma la pittura in un atto di enunciazione e
Una scoperta in cui il paesaggio si rivela come testo culturale e superficie viva della memoria. Attraverso un materiale
pittura densa e poetica, costruisce immagini che dialogano
con discorsi postcoloniali e revisionisti, proponendo
uno sguardo contemporaneo all'identità, al territorio e alla trasformazione culturale.
come territorio simbolico, culturale ed emozionale. Il suo lavoro trasforma la pittura in un atto di enunciazione e
Una scoperta in cui il paesaggio si rivela come testo culturale e superficie viva della memoria. Attraverso un materiale
pittura densa e poetica, costruisce immagini che dialogano
con discorsi postcoloniali e revisionisti, proponendo
uno sguardo contemporaneo all'identità, al territorio e alla trasformazione culturale.