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Dettagli dell'opera
- Tecnica : Olio su Tela
- Finizioni : Opera su telaio. Opera incorniciata.
- Dimensioni : 39,4x39,4in
Su quest'opera
Ho concepito quest'opera come la visione di una civiltà primordiale: un mondo che esiste prima della storia, eppure appare stranamente familiare. In questo dipinto, architettura, natura e coscienza formano un unico organismo unificato.
La struttura centrale funziona come un sistema chiuso, in cui il movimento non ha un inizio o una fine ben definiti. Forme circolari intersecanti creano un flusso continuo, come se la composizione si ripiegasse su… se stessa, suggerendo una percezione non lineare del tempo.
Le forme evocano frammenti di memoria: templi, paesaggi e strutture simboliche che emergono da un inconscio collettivo.
Lavorando a olio su tela, ho costruito la composizione attraverso geometrie sovrapposte e transizioni organiche, trovando un equilibrio tra controllo e fluidità. Una tavolozza di verdi intensi e tonalità tenui evoca un senso di antica quiete.
Quest'opera è stata presentata in una mostra collettiva presso la Galleria Portal 11 di Kiev.
La struttura centrale funziona come un sistema chiuso, in cui il movimento non ha un inizio o una fine ben definiti. Forme circolari intersecanti creano un flusso continuo, come se la composizione si ripiegasse su… se stessa, suggerendo una percezione non lineare del tempo.
Le forme evocano frammenti di memoria: templi, paesaggi e strutture simboliche che emergono da un inconscio collettivo.
Lavorando a olio su tela, ho costruito la composizione attraverso geometrie sovrapposte e transizioni organiche, trovando un equilibrio tra controllo e fluidità. Una tavolozza di verdi intensi e tonalità tenui evoca un senso di antica quiete.
Quest'opera è stata presentata in una mostra collettiva presso la Galleria Portal 11 di Kiev.
Philipp Kapustin
Austria
Credenziali
- Lavora su commissione
Nato in Ucraina e formatosi nella pittura monumentale, Philipp Kapustin fonde tecniche tradizionali e digitali. Il suo stile, definito "neocubismo", intreccia cubismo analitico, geometria sacra e simbolismo visionario, dando vita a composizioni strutturate, cariche di ritmi e tensione poetica. Attraverso le sue opere, Kapustin intraprende un profondo dialogo tra caos e ordine, coinvolgendo lo spettatore in una riflessione su forze invisibili e catturando la resistenza interiore e la risonanza esistenziale.