Giotto: il Capo della Colonia dei Gatti
Acrilico, Grafite su Tela
20x20in
Italia
Sono un pittore autodidatta e ciò che mi distingue è l’uso libero e istintivo del colore, che nelle mie opere si stratifica creando texture dense e paesaggi urbani ammassati. Ho iniziato con lavori più spontanei e leggeri, per poi evolvere verso una ricerca più consapevole e critica. Parallelamente, esploro l'astrazione con lavori ispirati a Pollock e Rothko. Le mie Città nascono da basi astratte. La Città come organismo complesso che riflette le contraddizioni del nostro tempo. Le mie serie esplorano tre grandi fragilità: la vulnerabilità delle città di fronte al cambiamento climatico, le ferite inflitte dall’uomo attraverso guerre e ideologie manipolate, e le disuguaglianze tra i centri scintillanti e le periferie dimenticate. Dipingo città universali, non geografiche, come metafora della condizione umana: luoghi che portano su di sé le speranze, le cicatrici e le tensioni della nostra epoca.