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Dettagli dell'opera
- Tecnica : Acrilico su Tela
- Finizioni : Opera su telaio. Pronta per essere appesa. Incorniciatura su richiesta.
- Dimensioni : 57,3x35,2in
Su quest'opera
see1376 non rappresenta la natura come uno scenario, ma come una discesa verticale nei suoi strati nascosti: i verdi scuri si ergono come colonne radicate che si insinuano in un campo di grigi tenui. I gesti ampi evocano un paesaggio costruito piuttosto che osservato, un terreno interiore plasmato dalla pressione, dalla memoria e dal movimento istintivo del… corpo.
Quest'opera propone la pittura come un luogo profondo: un luogo in cui l'inconscio emerge attraverso il gesto, dove i paesaggi costruiti diventano architetture emozionali. Le forme appaiono antiche e immediate: echi di tronchi, ombre e la silenziosa densità del sottobosco.
Attraverso la sua cruda espressività, il pezzo rivela le “radici dell’abisso” come qualcosa di non temuto ma abitato, un promemoria che la profondità non è solo oscurità ma una fonte di energia e di divenire.
Seungho Jang
Corea del Sud
Credenziali
- Importante collezione permanente
- Artista esperto
- Preferito dalle gallerie
- Incluso nelle curatele delle gallerie
- Lavora su commissione
« Per me la pittura è uno spazio in cui posso liberarmi da un mondo pieno di assurdità e oppressione, ed è anche un luogo profondo. »
Le sue superfici stratificate emergono attraverso la ripetizione, il gocciolamento, la cancellazione, l'accumulo e la gestualità spontanea. Questi segni non sono decorativi; sono tracce di pressione, vulnerabilità, resistenza e sopravvivenza.
La natura è centrale nella sua opera, non come soggetto, ma come modalità di esistenza. Gli esseri umani sono parte del suo ordine fluido e in continua trasformazione. Attraverso la frammentazione e la ricostruzione, Jang esplora come la vita continui a riorganizzarsi all'interno di strutture che tentano di contenerla.
I suoi dipinti tornano a una domanda ricorrente:
Come possiamo preservare la complessità dell'esistenza in un mondo che cerca continuamente di ridurla?
Per Jang, la pittura stessa è una possibile risposta: per percepire la propria esistenza, resistere