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Acrilico su Tela
36x29in
Corea del Sud
« Per me la pittura è uno spazio in cui posso liberarmi da un mondo pieno di assurdità e oppressione, ed è anche un luogo profondo. »
Per Seungho Jang, dipingere è un modo per rimanere umani in un mondo che esige uniformità. Lavorando in Corea del Sud, un ambiente altamente competitivo e autoritario, usa l'astrazione per difendere la profondità della vita interiore dalle forze che riducono l'esistenza all'efficienza.
I suoi gesti non sono decorativi; sono tracce di resistenza. Tensione, rottura e rinnovamento emergono in superfici stratificate dove l'emozione si rifiuta di essere messa a tacere. La tela diventa uno spazio raro in cui pressione e vulnerabilità possono coesistere senza distorsioni.
Nella sua opera, la natura si pone come un controordine: fluida, resiliente e libera da strutture imposte. Attraverso la frammentazione e la ricostruzione, Jang mostra come la vita si riorganizzi anche in condizioni di collasso.
I suoi dipinti affrontano una questione fondamentale:
Come possiamo preservare la complessità dell'essere in un mondo che intende appiattirla?
Insistono sul fatto che la resistenza inizia con il riconoscimento della propria presenza.