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Dettagli dell'opera
- Tecnica : Acrilico su Tela
- Finizioni : Opera su telaio. Incorniciatura su richiesta.
- Dimensioni : 47,2x39,4in
Su quest'opera
La donna non è volutamente raffigurata in tutta la sua interezza, come a indicare un processo di separazione tra il sé visibile e quello nascosto, tra la parte si sé che si offre e quella che rimane inaccessibile.
La posizione delle mani con i palmi rivolti verso l'alto vogliono indicare un atto di accoglienza ma anche di affidamento.…
Una figura femminile che è pronta a ricevere e a dare, ma nello stesso tempo esprime una distanza interiore, un'intenzione di non voler essere completamente raggiungibile
L'utilizzo della ruggine mi ha permesso di conferire all'opera un senso del tempo passato, di decadenza e resistenza
La ruggine diventa simbolo di trasformazione. Un materiale che rimane, che resiste, che si rigenera, un elemento decisamente grezzo e imperfetto che dialoga con la figura femminile.
daniela volpi
Italia
Credenziali
- Incluso nelle curatele delle gallerie
Le figure emergono dalla materia come presenze in continuo divenire, attraverso stratificazioni, segni, trasparenze e sovrapposizioni. Il corpo non è soltanto rappresentato: diventa luogo di esperienza, memoria e relazione.
La sua ricerca più recente, “Il limite nel confine”, esplora ciò che accade tra visibile e invisibile, individualità e relazione, forma e trasformazione.
Nel suo lavoro il confine non è separazione, ma uno spazio nel quale le identità si incontrano, si sovrappongono e si modificano reciprocamente. Volti e corpi sembrano appartenere contemporaneamente a sé stessi e all’altro, facendo emergere un’identità mai definitiva.
La pittura diventa così uno spazio di interrogazione: dove termina l’individuo e dove comincia l’altro? Quanto di ciò che siamo nasce dall’incontro, dalla memoria e dalle relazioni che ci attraversano?